AJVAR
Ingredienti
Ingredienti per 20/25 vasetti
  • 35kg  Peperoni (Roga) 
  • 10kg    Melanzane
  • 3kg     Carote
  • 3kg    Olio di girasole 
  • Sale     q.b.
La ricetta
Procedimento: Lavare, mondare e asciugare peperoni, melanzane e carote. I peperoni e le melanzane si devono cucinare o in forno a 200°C per 40min oppure come da tradizione sopra una stufa a legna finché la buccia sopra non diventa nera. Appena sono pronte si tolgono dalla stufa o dal forno e si mettono in sacchetti di plastica così che si ammorbidiscono e la buccia diventa più facile da togliere. Questa operazione va fatta 30min dopo averli messi nei sacchetti e coperti. Le carote vengono bollite 10/15min sul fuoco. Si tolgono e si lasciano raffreddare. Appena tutti gli ingredienti sono freddi si schiacciano oppure per un risultato migliore si passano nella macchina per macinare. Si prende una pentola alta che noi chiamiamo “Sherpa” e si cucinano a fuoco basso mescolando per tutto il tempo con un cucchiaio di legno. Appena inizia a bollire il composto si aggiunge l’olio tutto in un unico colpo. Bisogna aggiungere infine sale quanto basta. L’Ajvar viene cucinato per 3 lunghissime ore in cui bisogna mescolare sempre ecco perché quando si fa questo piatto bisogna essere in tanti. La salsa sarà pronta quando inizierà a staccarsi dalla pentola. Si mettono i vasetti a riscaldarsi. I vasetti devono essere trasparenti e in vetro. Non abbiate paura a metterli in forno, non rischiano di rompersi. Il forno viene acceso a 50°C ma solo quando tutti i vasetti saranno dentro per 10/15min. Si prendono i vasetti caldi e si versa dentro la salsa calda fatta in precedenza e subito il vasetto deve essere chiuso. Attenzione bisogna usare o dei guanti o uno straccetto per tenerli in mano visto la temperatura calda che hanno. Per finire i vasetti vanno messi in un recipiente precedentemente riempito di stracci cosi da adagiare i vasetti con la salsa e poi coprirli con altri stracci. Si lasciano riposare 24 ore. Dopo questa operazione saranno pronti e si devono conservare in un luogo buio e freddo. Per le persone che amano il piccante si può aggiungere a vostro piacimento.
La mia storia
Mia madre si presento a casa con un volantino in cui si chiedeva di trovare una ricetta che ci ricordasse una storia, una persona a noi cara o un aneddoto. Appena ho letto le istruzioni mi sono detta perché non tentare?!? In fin dei conti è anche un modo per “ricordare” e raccontare un po’ delle mie origini, delle mie tradizioni. Sono nata in Macedonia un piccolo paesino situato nel Sud-Orientale dell’Europa. Avevo 8 anni quando per la prima volta ho viaggiato per venire in Italia, cioè 12 anni fa. Vedete…; dove vivevo, un paesino chiamato Boroec, non c’era tutta questa lussuosità era tutto più semplice più “naturale”. Abbiamo molte tradizioni ma forse quelle più belle e significative sono quando per fare alcuni piatti tipici tutta la famiglia si riunisce, e non sto parlando di una riunione figli e genitori, ma parlo di qualcosa di unico quasi magico. Si sceglie un posto e tutti con tutti intendo zii, zie, nonni, cugini, persino gli amici più stretti si riuniscono e danno inizio alla magia. Scusate, per magia ovviamente intendo cibo. Ebbene sì, C-I-B-O, è questo che ci riunisce, che ci fa divertire insieme. Perché si sa che il modo migliore per essere felici è avere anche la pancia piena. Ancora mi ricordo la sensazione che noi piccoli avevamo quando era l’ora di iniziare a fare questo piatto. Non aspettavamo altro che quel giorno. E oggi voglio condividere con voi la ricetta per fare il piatto di qui vi sto parlando ora.
Zhivana, TV il 20 luglio 2018