Dolce Angela
Ingredienti
  • Pavesini (confez. gr. 200)
  • Amaretti (confez. gr. 200)
  • Cioccolata fondente (confez. tavoletta da gr. 100)
  • 4 Uova grandi
  • Mascarpone (confez. gr. 500)
  • Zucchero bianco semolato (gr. 160)
  • Caffè freddo (4 Moke piene da 12 tazze)
  • Grappa secca (1,5 cucchiai grandi)
La ricetta
Ricetta per 6/8 persone: Preparare 2 terrine grandi, alte nel bordo, dividendo questi ingredienti come segue, per ottenere 2 creme di diverso colore, una gialla e una bianca: Crema gialla: 4 tuorli d’uovo; amaretti sbriciolati molto fini (gr. 195);zucchero gr. 80. Amalgamare prima con un cucchiaio, poi con la frusta elettrica, fino all’ottenimento di una crema densa gialla. Crema bianca: 4 albumi d’uovo, montati a neve con frusta elettrica; amaretti sbriciolati molto fini (gr. 195); zucchero gr. 80. Amalgamare prima con un cucchiaio, poi con la frusta elettrica, fino all’ottenimento di una crema densa bianca. Preparare una pirofila di ceramica o di vetro, possibilmente rettangolare, per disporre il dolce, avendo cura di tenere da parte circa 10/12 amaretti per la guarnizione finale. Tagliare la cioccolata fondente a scaglie, per la guarnizione finale. Preparare 4 moke di caffè (usando la Moka da 12 tazze), versando il caffè per farlo raffreddare, in una terrina fonda e alta, aggiungendo 4 cucchiai pieni di zucchero bianco semolato, e 1,5/2 cucchiai di grappa secca, a secondo del proprio gusto, mescolando alla fine. Preparare i pavesini aprendo le confezioni, e dopo averli immersi nel caffè per qualche secondo, senza che si ammorbidiscano in eccesso, sgocciolarli delicatamente e disporli sul fondo della pirofila, fino a creare un piano omogeneo. Iniziare a stendere delicatamente sui pavesini, uno strato di crema gialla,fino a creare un piano uniforme. Ripetere l’operazione, disponendo i pavesini sul piano, e stendendo questa volta la crema bianca, alternando fra loro le 2 creme, piano per piano. Il procedimento va ripetuto fino a raggiungere la parte alta della pirofila, per disporre nell’ultimo piano, gli amaretti, dopo averli immersi nel caffè per qualche secondo, senza che si ammorbidiscano in eccesso, e averli sgocciolati delicatamente, aggiungendo la cioccolata fondente a scaglie, su tutto il piano. Mettere in frigo per circa 3/4 ore, e servirlo dopo averlo tolto dal frigo circa 5 minuti prima.
La mia storia
STORIA: Ricordo con nostalgia e tanto affetto i momenti legati a questo dolce. Ho assistito e partecipato alla preparazione di esso, con la mia cara mamma, ogni Vigilia di Natale da quando ero bambina, e per i compleanni più speciali della mia famiglia, tramandandolo di generazione in generazione, dalla mia carissima nonna materna Maria, che era cuoca di professione, e da lei insegnato alla mia dolcissima mamma Angela, e per questo il dolce porta il suo nome, oltre al fatto che mi ha insegnato e mostrato cosa significhi Amare con dolcezza. Da lei ho imparato che Cucinare è una grande forma d’ Amore, e preparare un piatto per qualcuno, può essere il modo più profondo per dimostrargli il proprio affetto. La mattina di ogni Vigilia di Natale, scendevo ancora in pigiama di pile e vestaglia, con permesso speciale concesso come ogni Domenica mattina, di poter restare in pigiama fino a tarda mattinata, perché a mio padre non piaceva troppo vedere me e mia sorella maggiore in pigiama, ma ci preferiva in tuta sportiva in casa! Insieme io e la mamma, iniziavamo a preparare gli ingredienti necessari per il dolce, e quando tutto era pronto, si accendeva il registratore con le canzoni di Natale, che amavamo canticchiare, anche in inglese, ridendo delle parole assurde che uscivano dalle nostre labbra! Prima d’iniziare la preparazione, legavo con cura i capelli, indossavo il grembiule, perché sapevo quanto la mamma ci tenesse che fossi ordinata e pulita, e con precisione quasi maniacale, disponevo i pavesini sui ripiani, bagnando ogni biscotto uno ad uno,e chiedendo ogni volta la sua approvazione, sussurandole “Va bene così, mami?”, per sentire la sua dolce voce che mi rispondeva, “Sì Tesoro”. Il regalo più grande era guardare il suo viso al termine della preparazione, che s’illuminava di soddisfazione, con sguardo compiaciuto, come un artista che ha completato il suo quadro, o un giardiniere che ha creato il giardino dei suoi sogni. Poi mi concedeva il premio più ambito: le due terrine quasi vuote, della crema gialla e della crema bianca, da pulire con il mio dito indice sinistro, per leccarmi delicatamente il dito di nascosto, con sguardo birichino. Completavamo il nostro momento di gloria, servendo insieme il dolce al pranzo di Natale il giorno successivo, rigorosamente preparato da entrambe, con estremo orgoglio, ma soprattutto, con grande Complicità e Amore.
Sara, RA il 20 luglio 2018