Gnocchi di patate ”cuore di nonna”
Ingredienti
  • 300 g di farina
  • 1 uovo
  • 1 Kg di patate
  • 1 presa di sale
La ricetta
Lessate le patate con la buccia per circa 30 minuti, partendo dall'acqua fredda, e aggiungere un po' di sale grosso. Fate una prova con la forchetta per accertarvi che siano cotte e scolatele; pelate le patate ancora calde e schiacciatele in una ciotola con lo schiacciapatate o con una forchetta. Disponete la farina a fontana su un ripiano, unite l'uovo, un pizzico di sale e le patate schiacciate. Impastate con le mani fino ad ottenere un impasto morbido e compatto. Una volta ottenuto l'impasto, prelevatene una parte, formate dei filoncini spessi due centimetri e tagliate dei pezzetti per ottenere gli gnocchi. Potete arricciarli con una forchetta o lasciarli lisci, a seconda del condimento. Sistemarli su un ripiano leggermente infarinato ben distanziati tra loro. Lessare gli gnocchi in abbondante acqua salata e aspettare che risalgano in superficie. Scolateli con uno scolapasta o una schiumarola e adagiateli nel piatto. Aggiungete un riccio di burro o dell'olio e conditeli con la salsa che avete scelto. Serviteli caldi e buon appetito!
La mia storia
GNOCCHI DI PATATE “CUORE DI NONNA” Attendevo sempre con grande entusiasmo il sabato pomeriggio, quando mia madre mi lasciava dalla nonna e insieme stavamo ore in cucine a preparare le pietanze per il pranzo della domenica. La vera gioia per me era aiutare nonna Assunta a preparare gli gnocchi di patate e osservarla disporre con cura gli ingredienti sul tavolo del tinello. Il piano di marmo era troppo alto perché anch’io potessi partecipare alla cerimonia culinaria, così la nonna mi aiutava mettendo tre cuscini su una sedia e facendomi sedere. Poi, per evitare che mi sporcassi, mi faceva indossare il grembiule blu, quello identico al suo, appositamente cucito per me, e, prima di metterci all’opera, mi faceva sempre lavare le mani col sapone. Ricordo che sul tavolo erano disposte le patate lesse con la buccia, la farina e le uova; la nonna sbucciava a mani nude le patate bollenti, come avesse le mani di amianto, mentre a me lasciava il compito di schiacciarle in una terrina con lo schiacciapatate, di setacciare la farina con il vecchio “tamiso” e di rompere le uova dentro a una tazza di ceramica, raccomandandomi di non dimenticare pezzi di guscio all’interno. Le mani della nonna poi creavano la magia sotto i miei occhi increduli: dentro al cratere di farina, che aveva abilmente plasmato, buttava un uovo, univa le patate schiacciate e impastava il tutto velocemente con le mani, fino ad ottenere un impasto morbido e compatto. Una volta ottenuta una palla liscia e soffice, ne prendeva una parte e cominciava a formare piccoli cilindri che poi tagliava in tanti pezzetti lunghi poco meno di due centimetri. La nonna lasciava a me l’onore di arricciare quelle palline con la forchetta e già pregustavo il sapore del sugo al ragù che si incastrava nelle morbide fessure. Man mano che gli gnocchi erano pronti li sistemavo, ben distanziati, su un ripiano leggermente infarinato e aspettavo che la nonna mettesse sul fuoco la pentola d’acqua salata per vederli tuffare e risalire, come tanti piccoli sub a prendere una boccata d’aria.
Luisa, TV il 20 luglio 2018