Polenta e spezzatino della nonna Gigetta
Ingredienti
  • Per la polenta:
  • 1kg di farina di mais slancio
  • 3 litri di acqua e 2 cucchiai di sale grosso
  • Per lo spezzatino:
  • 2kg di polpa di vitello
  • 2 cipolle bianche
  • 2 carote
  • 1 gambo di sedano
  • burro
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • farina
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe.
La ricetta
Mettete a riscaldare l'acqua, possibilmente In un recipiente di rame e poco prima della bollitura, salate e lasciate cadere a pioggia la farina mescolando bene con un mestolo di legno, per evitare la formazione di grumi. Continuare la cottura a fuoco lento per almeno 40 minuti, mescolando lentamente. A cottura ultimata, versare la polenta in un tagliere di legno. Tagliate la polpa di vitello a dadini di circa 2 cm di lato. In una casseruola, preferibilmente di terracotta fate fondere 40 grammi di burro con due cucchiai d'olio. Unite la carne e rosolatela uniformemente, mescolando con un cucchiaio di legno. Nel frattempo sbucciate e tritate fini le carote, cipolle e sedano quando la carne sarà dorata levatela dalla casseruola e al suo posto mettete il trito di verdure. Appassitelo a fuoco basso mescolando spesso, poi cospargete con due cucchiai di farina passata attraverso un colino e mescolate bene. Mettete la carne di nuovo nella casseruola e mescolatela con le verdure. Salate , pepate e bagnate con un bicchiere di vino bianco e aggiungete il concentrato di pomodoro, mescolando. Coprite e cuocete a fuoco bassissimo per circa un'ora unendo man mano altro vino a temperatura ambiente. Servite subito ben caldo. Il contorno accoppiato erano fagioli e funghi di montagna.
La mia storia
Questa ricetta l'ho appresa dalla mia mamma che a sua volta imparò dalla mia cara nonna. Questo piatto mi porta indietro con gli anni e con i ricordi. Mia mamma da qualche anno mi ha donato come ricordo della sua mamma, la ricetta ormai schiarita e consumata dal tempo , ma da lei conservata in tutti questi anni con tanto amore e tristezza . È una ricetta semplice di una volta dove la polenta era il pane di tutti i giorni invece la carne era una cosa che ci si concedeva solo alle grandi feste Questa ricetta è legata alla sagra del paese di Pirago, frazione di Longarone, dove viveva la mia nonna con i miei zii zie e cuginetti; la prima domenica di agosto, festa del paese, tutta la famiglia si riuniva con gioia. Io con la mia mamma ,papà, sorella e fratello andavamo a casa della nonna dove con allegria tutti insieme, grandi e piccini, si pranzava insieme, si giocava e si stava riuniti con semplicità ma tanto amore, mentre si mangiava "polenta e tocio". L'ultima volta che la mia cara nonna preparó questo piatto fú la prima domenica di agosto 1963, io avevo solo 4 anni e ho un piccolo ricordo di tutto ciò. L'onda funerea del 9 ottobre 1963, disastro del vajont, si portò via tutto e tutti lasciando solo dolore immenso. La ricetta è sopravvissuta tramandata da madre in figlia e io farò lo stesso con la mia che ha già trascritto e imparato a cucinarla. Gli anni a seguire il piatto di questa ricetta, il giorno della sagra c'era sempre, ma lo mangiavamo a casa nostra solo con i miei genitori e i miei fratelli. Tutta la cara famiglia della mia mamma non c'era più, si mangiava un po' tristi perché alla fine si cadeva nei ricordi delle persone così tragicamente scomparse in quella notte da incubo quando l'acqua fuoriuscí dalla diga del Vajont e distrusse in soli 4 minuti Longarone e Pirago dove è rimasto in piedi solo il campanile. Questo per la mia famiglia continuerà ad essere il piatto da cucinare per la sagra di Pirago che cade la prima domenica di agosto come ricordo che durerà nel tempo
Elvia, BL il 20 luglio 2018