Torta ai fiori di sambuco
Ingredienti
Gr 280 di farina bianca 00 con lievito incorporato gr 120 di burro fuso gr 130 di zucchero di canna 4 infiorescenze di sambuco, raccolte il giorno prima un pizzico di sale un bicchiere di latte 2 uova.  
La ricetta
Lavare delicatamente le infiorescenze di sambuco, adagiare su carta assorbente da cucina e staccare solo i fiorellini. In un recipiente sbattere le uova, incorporare lo zucchero, i fiori, il pizzico di sale, il burro fuso e mescolare bene. Versare a pioggia la farina, fare assorbire, aggiungere il latte e mescolare fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo; all'occorrenza usare un altro po' di latte. Prendere una teglia, rivestire con carta da forno, versare il composto e passare in forno preriscaldato a 180°C per 30/35 minuti o affinché la torta non sarà ben dorata.
La mia storia
RICORDI Sfogliando un giornaletto pubblicitario trovato nella cassetta delle lettere, distribuiti senza economia tutti i giorni, i quali la maggior parte delle volte vanno a finire direttamente negli appositi raccoglitori dei rifiuti, ho trovato un argomento di interesse generale che mi ha fatto riflettere con dolce e delicata serenità. In una pagina dedicata ai problemi personali e sociali, veniva posta questa domanda: " Dove ti piacerebbe vivere" ? Ora che come tanti abito in un normale appartamento, mi sono data subito la risposta, che con piacere mi ha portato indietro di parecchi anni e per quel giorno mi sono sentita particolarmente felice. Mi piacerebbe vivere nella mia vecchia casa di campagna dove sono nata e cresciuta fino alla fanciullezza, quando eravamo dieci in famiglia. Le travi di legno reggevano il tetto e c'era un pentolino appeso sotto una tegola bucata perché non lasciasse infiltrare delle gocce quando pioveva. Sento ancora il calore della stufa a legna che rimaneva accesa in tutte le stagioni, con la caldaia sbuffante, da dove la nonna versava l'acqua bollente nella "cucuma" per preparare con amore il caffè d'orzo per la colazione e tutte le altre vivande. Il forno emanava un dolcissimo profumo di qualcosa di buono; infatti si stava cuocendo la torta ai fiori di sambuco in un'apposita teglia di rame unta col grasso di maiale, che sarebbe stata consumata all'ora di merenda per la ghiottoneria di tutti. Attorno a casa ne crescevano tanti degli alberelli di sambuco, ad aprile/maggio la loro fioritura era puntuale. Emanavano un profumo abbastanza intenso da richiamare numerosissime api che si rincorrevano ubriache, finchè non si posavano sulle infiorescenze che sembravano ombrellini per succhiare il nettare. Alla fine della fioritura i ramoscelli si vestivano di bacche nere che noi bambini chiamavamo le "palline dell'inchiostro" !!! Ah...con quanta emozione ho ricordato questo primo periodo della mia vita!!! Che nostalgia di quegli antichi sapori, di quegli intensi aromi che si spargevano per tutte le camere!!! Se fuori tirava vento, la stufa magari spargeva un po' di fumo fastidioso...ma che adesso mi sembra di sentirlo nell'aria come un'ottima essenza!
Anna, RA il 24 giugno 2018